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LA GIORNATA MONDIALE DELLE DONNE NELL'ICT...

In questo 25 aprile 2019, che in Italia ricorda le battaglie e le conquiste della democrazia e della libertà, viene aggiunta – a livello internazionale – una giornata speciale per ricordare ancora sia lontana la parità di genere nel lavoro e, in particolare, nel settore Informatico e teconologico.

International Girls in Ict Day

Una giornata dedicata alle donne (e agli uomini!) per incoraggiarle a considerare percorsi professionali nel settore ICT

L’International Girls in Ict Day è un’iniziativa promossa dall’International Telecommunication Union,  l’organo internazionale che si occupa di definire gli standard nelle telecomunicazioni, nell’uso delle onde radio e molto altro, atta a sensibilizzare non solo le donne ma, soprattutto, l’intero sistema politico, economico e sociale, nell’attuare campagne di sensibilizzazione e azioni per promuovere percorsi professionali nel mondo ICT a tutte le donne, facendone conoscere possibilità, sbocchi e opportunità

Ma gli uomini, in generale, cosa pensano? 

"Io credo che ce ne siano di donne che lavorano nel mio settore. E poi, se fosse vero che ce ne sono poche, sicuramente sarà perché non sono portate o non sono interessate. Io non vedo dove sia il problema?"

Questo è il pensiero che, normalmente, ci sentiamo fare, sopratutto nel nostro ambiente. Ogni volta che si affronta il tema delle donne occupate nel settore informatico e tecnologico, puntualmente, qualcuno afferma che o non sono portate o, più semplicemente, non sono interessate. 

Secondo gli ultimi dati pubblicati in uno studio voluto dalla UE, Women in Digital Age, i posti di lavoro in ambito ICT sono in costante crescita dal 2011, mentre calano in modo preoccupante le persone che si specializzano in ambito ICT, ed è un calo che colpisce sia uomini e donne ma con un particolare tutt’altro che marginale: le donne erano già in forte minoranza.

Occupati nel settore ICT e TLC (EUROZONA)

Secondo un recente studio dell’European Institute for Gender Equality, su un totale di circa 8 milioni di professionisti occupati nel settore informatico, solo il 17% è occupato dalle donne. E stiamo parlando solamente dell’Europa. Se allarghiamo lo sguardo verso altre parti del mondo la forbice si fa ancora più larga, con una piccola flessione in alcune zone asiatiche dove, nonostante ci sia ancora una forte disparità, sembra che l’area femminile si sia ritagliata una fetta di mercato più strutturata.  

Donne
17%
Uomini
83%

Anche nell’ambito degli studi intrapresi in età scolare i dato sono sconfortanti, infatti il numero di uomini con studi superiori ed accademici in ICT superano di 4 o 5 volte quelli delle donne. In generale, gli uomini che lavorano nel settore, sono quasi il triplo su scala mondiale. 

Fonte “Women and men in ICT:
a chance for better work-life balance” dell’European Institute for Gender Equality

Il problema sembra essere sempre lo stesso e, anche questo come molti studi sul tema della disparità uomo-donna,  parla del persistere di pregiudizi su ciò che è “adeguato” per donne e uomini e su quali siano le vere attitudini di ciascun genere. E’ una questione culturale, qualcosa di strutturato e che, per cambiare, è necessario compiere azioni tutt’altro che banali e non certo immediate. 

Un flagello che colpisce tutti i settori, e non solo quello tecnologico, è l’abbandono del posto di lavoro da parte delle donne. Si conta che quasi 1 donna su 3 sia costretta a diventare inattiva dopo la prima gravidanza. E’ un problema soprattutto per alcuni paesi (Italia compresa) che non attua con efficacia politiche di rientro post maternità. Senza contare che – purtroppo – molto uomini approfittano di una status sociale un po’ troppo “light” dal punto di vista della paternità.

Team per la trasformazione digitale

Direttamente dal sito istituzionale: “il Team per la Trasformazione Digitale nasce per avviare la costruzione del “sistema operativo” del Paese, una serie di componenti fondamentali sui quali costruire servizi più semplici ed efficaci per i cittadini, la Pubblica Amministrazione e le imprese, attraverso prodotti digitali innovativi.”

In questa squadra quasi il 30% è formato da donne: considerando l’andamento dell’industria, della pubblica amministrazione e dei servizi in Italia, sembra essere un buon risultato, ma la strada è ancora lunga.

0 %
Uomini
0 %
Donne

AVERE POCHE DONNE NEL DIGITALE E' DAVVERO UN PROBLEMA?

La riposta è semplice: Sì! La questione è tanto semplice quanto seria: la perdita costante legata alle donne che lasciano i posti di lavoro nel digitale – e non solo come sappiamo – viene calcolata in quasi 20 miliardi di euro. il problema è che se abbiamo un numero crescente di donne che contribuisce allo sviluppo del settore ICT aumenterebbe il PIL dell’intero continente, aumentando così la ricchezza, la crescita e, ovviamente, il benessere dell’intera popolazione.

Disparità

Nella disparità di genere ci perdono uomini e donne, non solo donne.

Il nostro Paese, secondo il Women in Digital Scoreboard 2018, è quartultimo, davanti solamente a Grecia, Romania e Bulgaria. Si presenta ancor più deludente l’analisi circa l’utilizzo di Internet, al possesso di competenze specialistiche in IT e al numero di figure esperte impiegate in questo settore. Più in generale, Secondo il rapporto Global Gender Gap Index 2017 del World Economic Forum, il nostro Paese si piazza in 82esima posizione su 144 Paesi analizzati.! Meglio di noi Grecia, Belize e Madagascar e in Europa fanno peggio solo Cipro e Malta.

COME "SISTEMARE" LE COSE?

Come già accennato la questione è tutt’altro che banale e, senza dubbio, le soluzioni non sono di veloce attuazione, ma la tendenza DEVE cambiare perché, una miglioria in questo senso migliorerebbe la società su ampio raggio. 

Non vogliamo insistere sul dare a tutti i costi spazi “solo perché sei donna“, ma dobbiamo impegnarci affinché il sistema dia le stesse possibilità a tutti, uomini e donne, senza pregiudicare secondo un genere, la propria posizione e le proprie possibilità di scelta.

Il problema c’è, i dati lo confermano e fare finta di nulla non è più possible. Non si può essere additati come quelli che stanno “dalla parte delle donne”, il concetto per quanto possa essere serio è estremamente serio: è una questione di cultura che va sradicata e trasformata. La rivoluzione digitale passa anche da qui. 🙂