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GLI SMARTPHONE

Gli smartphone hanno rivoluzionato il nostro modo di acquistare, di interagire, di comunicare e, in buona sostanza, di vivere il quotidiano. Ad oggi solamente il nostro stato emotivo non è gestito da una applicazione su smartphone.

Probabilmente è più corretto parlare di insieme di applicazioni che manipolano il nostro stato emotivo. I social che ci condizionano, Amazon che ci “costringe” ad acquistare, le mail che ci tengono costantemente connessi. 

Ognuno di noi pensa ad un iPhone o ad un Galaxy come a dispositivi rivoluzionari: piccoli, portabili, abbastanza potenti da permetterci di gestire un numero di tasks sempre più elevato, forniti di fotocamere,  sensori e sistemi di localizzazione sempre più precisi e sofisticati.

Ma lo smartphone ha, in fondo, mutuato il paradigma del PC e dei portatili, sostituendo la combinazione di mouse, tastiera e monitor con un input virtuale e sensibile al tocco. IBM lo fece con alcuni registratori di cassa diversi decenni fa. 

ASSISTENTI VIRTUALI

E’ importante considerare che tutti i produttori di smartphone, e non solo (vedi Amazon e Microsoft in prima fila), stanno investendo ingenti somme di denaro in realtà virtuale ed AugmentedReality. 

Siri, Google Assistant, Alexa e Cortana sono ormai sulla bocca di tutti, e, anche se ancora in fase iniziale, sicuramente stanno solleticando la fantasia di molti utenti. Con buone probabilità, il trend delle divisioni R&D dei grandi player sarà quello di occupare gran parte dei budget – e del tempo – proprio nello studio e nello sviluppo della realtà virtuale. 

Nel medio termine, queste diverse tecnologie in fase alpha e beta prenderanno forma, diventando sempre più famigliari. Microsoft, Facebook, Google, stanno lavorando per costruire cuffie autonome per la realtà aumentata che proiettano immagini tridimensionali negli occhi, e anche Apple sembra stia studiando tecnologie simili.

TRA VIRTUALE, REALE E "AUMENTATO"

Alex Kipman, responsabile della divisione realtà aumentata di Microsoft, ha recentemente dichiarato che la realtà aumentata potrebbe tranquillamente sostituire smartphone, televisore, computer e qualsiasi device equipaggiato con uno schermo.

Controllare tutto con la nostra voce sembra essere la promessa tecnologica del prossimo futuro. I grandi player garantiscono, un giorno, di permetterci di controllare ogni funzione e applicazione con solo la voce.

Se tutte le telefonate, i messaggi, la musica, i film e i giochi verranno proiettati negli occhi e/o visualizzati su una qualsiasi, o quasi, superficie, ecco che accessori come Amazon Eco, AirPods e gli Hololens di Microsoft diventano fondamentali, quando non indispensabili.

Cosa comporta tutto questo? Comporta un approccio completamente diverso rispetto a ciò che conosciamo ora. Se tutto sarà controllabile con la nostra voce, permettendo l’attivazione di una cuffia o di un occhiale, risulta poco utile un dispositivo separato in una borsa o in tasca. Gli smartphone saranno utilizzati come supporti per persone con difficoltà di qualche genere. 

Ciò che ci promettono i nostri amici big è un mondo nel quale la vita reale e la tecnologia si mescolano senza soluzione di continuità. Avremo un mondo fatto di meno distrazioni tecnologiche e di perfetto equilibrio in una sorta di hitech-zen…sta a noi decidere che cosa fare con questo nuovo approccio.

Molto probabilmente la prima “evoluzione” dello smartphone non avrà alcuna modalità di input: nessuna tastiera touch, nessuna interazione se non quella per l’accensione. 

Solo un monitor e una intelligenza artificiale (la nostra) che lo controlla vocalmente. 

La fase successiva, quando la micro e la nanotecnologia saranno realtà consolidate, sparirà – con buone probabilità – anche il supporto “monitor” per dare spazio solo ed esclusivamente agli accessori, che saranno direttamente indossati da noi. Magari un’occhiale che integra delle cuffie, un cappello o, perché no, un gioiello. 

Qualunque forma prenderà, sarà molto diversa dallo smartphone odierno, e ci connetterà con sistemi integrati nelle nostre città: smart city pronte ad usarci e ad essere usate come accessori hi-tech. 

QUINDI?

Il futuro più plausibile per lo smartphone è, quindi, la sua lenta sparizione. Saremo iperconnessi e parte integrante del tessuto IoT, in un ecosistema capace di capire le nostre necessità. Avere un cellulare in tasca non avrà alcun senso.

Ordineremo pane dal fornaio dicendolo ad una intelligenza artificiale e, molto probabilmente, il panettiere (ammesso che esista ancora) non capirà nemmeno di aver parlato con una voce finta.

Per l’apocalisse del microchip impiantato nel cervello…ci arriveremo. 


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