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Una riapertura lenta e scaglionata. Un viaggio tra prodotti disinfettanti e strumenti correlati: i prodotti più rigorosi in tempo di coronavirus, con attenzione agli strumenti accessori e al loro trattamento, per un’igiene sicura.

Conoscere per difendersi

Dal Ministero della Salute provengono le linee fondamentali per igienizzare in modo sicuro e proteggere al meglio le nostre case, i nostri studi, le nostre aziende, in questo momento in cui l’igiene è più che mai importante. Ma ripassiamo insieme alcuni aspetti fondamentali.

Ormai sappiamo tutti come si diffonde il coronavirus. Si tratta di un virus respiratorio che si propaga soprattutto attraverso il cosiddetto effetto dropplet, cioè il contatto con le goccioline del respiro di un soggetto infetto.

Ma fino a quale distanza si propagano le famigerate goccioline? La loro distanza varia a seconda del tipo di emissione. Un respiro avrà una lunghezza di propagazione ben inferiore a quello di un colpo di tosse o di uno starnuto. Pensate, infatti, che le goccioline di uno starnuto, secondo un recente studio, possono arrivare a raggiungere una distanza di circa 8 metri!

Di qui le misure precauzionali, consigliate dal Ministero della Salute, che ognuno di noi, nel dubbio, deve necessariamente rispettare. Come ad esempio, oltre al distanziamento, l’accortezza di starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso. Ricordarsi di gettare sempre i fazzolettini utilizzati in un cestino chiuso da svuotare di frequente. E ancora, lavarsi le mani immediatamente dopo e, comunque, frequentemente, con acqua e sapone o con soluzioni alcooliche.

Dal Ministero della Salute le indicazioni per pulire in sicurezza

Ancora il Ministero della Salute ci indica le linee per l’igienizzazione delle superfici. Le informazioni che abbiamo a disposizione suggeriscono che il Covid-19 riesca a sopravvivere 9 giorni, a seconda della temperatura ambientale, dell’umidità e di altri parametri.

Difficilmente però la carica infettiva sulle superfici raggiunge valori che rendano necessaria la disinfezione sistematica di tutto ciò che viene in contatto con l’ esterno e con le altre persone.

Verso la riapertura delle aziende e delle attività commerciali

Dal 4 maggio entreremo nella cosiddetta fase 2 seguendo il criterio di “scaglionare” le riaperture.

I divieti non scompariranno, ma li sentiremo meno oppressivi. Gli imprenditori, i liberi professionisti e i commercianti che hanno dovuto chiudere le loro attività per osservanza ai decreti precedenti hanno continuato a lavorare a porte chiuse, programmando la riapertura.

Naturalmente la loro programmazione dovrà fare i conti con quella prevista dal Governo. Ma le misure precauzionali saranno percorribili da imprese e attività commerciali? Ci auguriamo di sì.

Uno dei primi aspetti che dovranno affrontare le attività in riapertura sarà, senz’altro, quello dell’igienizzazione dei locali secondo le prime prescrizioni ministeriali. Pare che tali prescrizioni possano divenire più severe e impegnative per le imprese e le varie attività. Infatti da parte del Ministero si sta addirittura prendendo in considerazione la sanificazione per ben due volte al giorno dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago. E’ evidente che questo potrebbe comportare una serie di problematiche piuttosto complesse.

Premesso ciò, come abbiamo già scritto, la soluzione per una sanificazione sicura nella lotta contro virus e batteri, è l’utilizzo di disinfettanti a base di alcol o di cloro al 70%. Tuttavia, se parliamo di sanificazione di aziende o attività commerciali, è importante puntualizzare che è vietato l’utilizzo di alcol in quanto infiammabile.

Non sono invece considerate efficaci, candeggine delicate o per colorati, perché non contengono ipoclorito di sodio, ma sbiancanti a base di ossigeno. Anche le formulazioni in gel non risultano efficaci in quanto hanno concentrazioni troppo basse di questo composto, solo il 2%.

La migliore pulizia per gli ambienti domestici

Molti pensano, in tempo di coronavirus, che per gli ambienti domestici sia necessaria una pulizia diversa da quella consueta. In realtà con le opportune precauzioni e qualche espediente in più per non sconvolgere le abitudini quotidiane, potremo proceder con la solita routine. Anzi, approfitteremo di questo articolo per ricordare alcune regole di base e di buonsenso per l’igienizzazione della nostra casa o del nostro ufficio, da applicare sempre, indipendentemente dalla situazione d’emergenza in cui ci troviamo.

Norme igieniche severe devono rigorosamente essere applicate in ambienti sanitari, mentre in quelli domestici basterà qualche scrupolo in più del solito per proteggersi da ospiti indesiderati.

Naturalmente se ci si trovasse a convivere con una persona infetta, gli accorgimenti dovranno essere diversi.

Presidi medici chirurgici: efficaci contro il coronavirus?

I presidi medici chirurgici si riconoscono perché in etichetta riportano il simbolo della croce rossa. Hanno la funzione specifica di combattere, ma non di eliminare completamente, virus e batteri. Oltre, naturalmente, a quella di agire come prodotti altamente disinfettanti.

Tuttavia si tratta di prodotti a base di benzalconio cloruro in concentrazione tra 0,35% e 0,5% che, secondo le fonti, è poco efficace sul coronavirus.

Come sanificare gli ambienti di passaggio

Come abbiamo già scritto alcol e ipoclorito di sodio, cioè la comune candeggina, grazie alla loro composizione chimica sono sostanze efficaci contro il coronavirus. Possono essere usate in ambito domestico per sanificare le superfici, opportunamente diluiti in acqua, secondo la percentuale indicata.

Teniamo conto che questi prodotti sono irritanti per la pelle, l’alcol è infiammabile e l’ipoclorito di sodio è inquinante per l’ambiente acquatico.

Tuttavia, in effetti, in questo momento di attacco virale, rappresentano le soluzioni più efficaci. Sono anche i prodotti meno costosi per disinfettare gli ambienti e le superfici di passaggio della nostra casa e dell’azienda.

Per superfici di passaggio intendiamo il pavimenti degli ingressi, ma anche le maniglie, e tutto ciò che tocchiamo con le mani sporche, come chiavi, citofono, interruttori della luce e pulsanti in generale. Insomma tutte quelle superfici delle quali troppe volte ci dimentichiamo.

Se ne deduce, dunque, che non è necessario spargere prodotti invasivi per tutto l’ambiente-casa o azienda. Basterà disinfettare solo le superfici che sono più esposte all’esterno.

Maniglie e dintorni… per non tralasciare nessun dettaglio

Dobbiamo essere sicuri delle nostre maniglie, degli interruttori, ma anche della tastiera del computer e di tutti i devices, dal computer stesso allo smartphone fino al padlet. L’igienizzazione migliore sarà quella di passare la superficie con un pezzo di carta oppure con del cotone, imbevuti di alcol puro.

Ricordiamoci di non trascurare gli occhiali sempre vicini agli occhi. Sappiamo che tra i bersagli preferiti del coronavirus ci sono anche gli occhi che potrebbero essere colpiti da gravi forme di congiuntivite. Per questo occupiamoci anche dei nostri occhiali, che siano da vista o da sole, lavandoli con acqua tiepida e sapone.

Pulire in sicurezza: le precauzioni quando si fanno le pulizie

Quando puliamo, in generale, è sempre meglio utilizzare i guanti per non rovinarci le mani e per non assorbire sostanze tossiche a livello epidermico.

Quando poi si usano candeggina e alcol, è necessario aggiungere ai guanti anche l’uso degli occhiali. Questo ci permetterà di ripararci da eventuali e pericolosi schizzi.

Perché, poi, la sanificazione sia veramente tale e non una semplice igienizzazione, è necessario che, alcol e candeggina vengano utilizzati poco diluiti perché, in caso contrario, non si raggiungerà la concentrazione efficace per ottenere una vera sanificazione.

Spugne, stracci, alleati o nemici?

Spugne e stracci sono accessori fondamentali durante la nostra igienizzazione. Ma c’è un dettaglio che non andrebbe mai trascurato, e in tempo di coronavirus ancora meno.

Lo sapevate che le spugne possono contenere moltissimi germi? Pensate che secondo un recente studio esse possono contenere fino a 54 miliardi di germi in 1 cm cubo. Dalla padella alla brace. Ma il rimedio c’e. Cambiare le spugne ogni 1/3 settimane. La comparsa di cattivo odore è il campanello d’allarme che ci avvisa della presenza di germi al loro interno. Meglio gettarle prima che questo si verifichi!

Per gli stracci la situazione è di poco meno allarmante.

Normalmente ci serviamo di loro per detergere le superfici dei piani di lavoro e dei pavimenti in tutta la casa. Quindi dobbiamo essere rigorosi nel dividere bene gli stracci per colore, al fine di evitare la commistione tra panni usati per la pulizia di aree di diversa tipologia, ad esempio un sanitario e una cucina.

Questa scrupolosa distinzione “a colori” deve essere osservata sia per la fase della spolveratura, della detersione, fino alla sanificazione. Per questo sono stati fissati dal Dec. Leg n. 81/08 i colori dei panni che convenzionalmente vengono utilizzati per le diverse superfici. Nello specifico, il blu viene convenzionalmente destinato alle superfici per mobili ufficio, verde per la cucina, giallo bagno lavabo piastrelle, rosso per wc.

Questo vale soprattutto per i luoghi di lavoro, dalle imprese, ai locali di ristorazione fino agli studi professionali. Sarà comunque un buon criterio da seguire anche nelle nostre case.

Al termine del loro utilizzo, gli stracci e i panni, devono essere lavati a 60° con detersivo igienizzante. Volendo evitare di lavarli tutte le volte, magari per concludere tutto in modo più veloce ma ugualmente sanificante, risultano molto pratici i panni monouso.

Per continuare a crescere ancora

Abbiamo cercato di fornirvi le linee guida fondamentali da seguire per continuare  a “far impresa” e non solo al meglio. Anche al tempo del coronavirus: per aver cura di tutti coloro che contribuiscono a rendere grande un paese!