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A CHE PUNTO SIAMO? I PID

Correva l’anno 2017 quando a fine giugno, venne lanciato il network delle Camere di commercio istituito per offrire alle aziende la possibilità di misurare online gratuitamente la loro maturità digitale con il test di autovalutazione SELFI 4.0 disponibile su www.puntoimpresadigitale.camcom.it.

Sono state soprattutto le micro e piccole imprese del nord che operano in prevalenza nel settore dei servizi ad essersi rivolte al network camerale: oltre 20mila sono stati i partecipanti ai corsi e agli eventi formativi organizzati dai Pid (Punti impresa digitale) presenti in tutta Italia; più di 500 imprenditori hanno richiesto un assessment approfondito condotto dai Digital Promoter all’interno del network. 

Oltre 4mila aziende hanno avuto accesso ai 28,5 milioni di euro erogati attraverso voucher dai Pid per acquistare servizi di consulenza e formazione 4.0.

A un anno e mezzo dall’esordio dell’attività di monitoraggio delle camere di commercio, il segretario generale di Unioncamere Giuseppe Tripoli ha sottolineato che: “Il risultato dell’autovalutazione mostra che tre imprese su cinque sono ancora in uno stadio iniziale di digitalizzazione. Per questo è importante l’azione di sensibilizzazione che svolgiamo attraverso i Pid per il passaggio al 4.0. I numeri evidenziano, da un lato, il forte interesse delle imprese verso queste tematiche e, dall’altro, il ruolo conquistato sul campo da questa rete divenuta in poco tempo un punto di riferimento autorevole sul territorio al fianco degli imprenditori”. “Ora siamo pronti a lanciare anche un sistema di certificazione delle competenze dei manager 4.0 – aggiunge – per aiutare le imprese a trovare le persone giuste che possano traghettarle verso la digital transformation.”

Secondo un’analisi fornita da “Avvenire”, infatti, solo il 10% delle imprese può essere realmente considerato consapevole delle opportunità offerte dalla quarta rivoluzione industriale. Naturalmente la mappa della maturità digitale delle imprese evidenzia sensibili diversità di sviluppo a livello geografico che accentua la distanza tra Nord e Sud del Paese.

Circa il 70% degli imprenditori del Sud si trova ancora nella fase iniziale rispetto ai colleghi del Nord est e del Nord Ovest che sono quasi a metà del percorso di digitalizzazione; più avanti si attestano quelli del Trentino Alto Adige.

Nella media, invece, le imprese del Centro con una maturità digitale più avanzata nelle Marche e in Umbria.

Una trasformazione digitale "lenta"

L’aspetto fondamentale che si evince da questo screening è proprio questo: la trasformazione digitale delle imprese viene rallentata, se non frenata, prima di tutto, dall’assenza di figure capaci di guidarle verso l’adozione delle tecnologie avanzate. Figure competenti che, in modo rassicurante, le accompagnino e le conducano senza “traumi” e in modo indolore verso la trasformazione digitale ormai imprescindibile anche per la più piccola e locale delle aziende.

Gli imprenditori, per definizione, si trovano a dover affrontare mille situazioni diverse con dinamiche spesso complicate dalla molteplicità degli elementi che le compongono; le contingenze storiche ed economiche, poi, hanno reso la scena più complessa per i motivi che conosciamo bene. Non si può pretendere che un imprenditore, spesso da solo, affronti tutto ciò, e in più sia anche competente da un punto di vista informatico e digitale. E infatti spesso non lo è…e allora come è possibile che si renda conto della necessità di aggiornarsi e di digitalizzarsi? E, nel caso ci sia questa consapevolezza, a chi affidarsi, con quale priorità, quale budget, quale strategia.

Per questo riteniamo che sia di fondamentale importanza la formazione di figure competenti, in grado di intraprendere una comunicazione empatica e chiara, che assumano il fondamentale ruolo di traghettare le imprese verso le opportunità legate alla quarta rivoluzione.

Figure in grado di assicurare all’impresa lo sviluppo culturale e la diffusione di un pensiero innovativo che orienti il costante cambiamento dei processi in chiave impresa 4.0 e che garantisca la progettazione e la realizzazione di «modelli di business» in chiave impresa 4.0, assicurando il coordinamento strategico ed operativo di iniziative progettuali di digital transformation.

Competitività digitale

Auspichiamo dunque che la rete iniziale di 88 Pid possa aumentare e divenire sempre più capillare sul territorio italiano.

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